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mercoledì, dicembre 29th, 2010 | Author:

Roma. 28 dicembre – Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per l’Iran libero, che comprende decine di parlamentari di tutti gli schieramenti e numerose personalità, condanna fermamente gli ultimi episodi di repressione attuati dal regime iraniano e da forze governative irachene contro gli oppositori democratici in Iran e in esilio.

In particolare, il Comitato esprime sdegno per l’impiccagione avvenuta nel carcere di Evin a Teheran all’alba del 28 dicembre, dopo brutali torture, di Ali Sarami, 63 anni, membro dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), che aveva trascorso in totale 24 anni di carcere per motivi politici sotto il regime dello shah prima e dei mullah poi. L’ultima volta Sarami era stato arrestato nell’agosto del 2007 per aver partecipato a una commemorazione del massacro di prigionieri politici; era poi stato condannato a morte dopo la rivolta dell’Ashura nel dicembre 2009, benché non potesse avervi preso parte, per “attività pubblica contro la Repubblica islamica”, per avere “visitato Ashraf e ricevuto corsi di formazione” e per “la partecipazione a cerimonie e raduni antigovernativi a sostegno dell’OMPI”.

Il figlio di Ali Sarami, Akbar, è uno dei 3.400 esuli che vivono a Camp Ashraf, in Irak, oggetto da quasi due anni di violenta repressione da parte delle forze irachene del governo di Al-Maliki su esplicita richiesta del regime iraniano. L’esecuzione di Sarami è avvenuta unicamente per motivi politici, segno della totale incapacità del regime a rispondere in modo diverso al movimento che in tutto il Paese chiede ormai senza appello la fine del sistema clericale e la nascita di uno Stato democratico che rispetti i diritti umani, le libertà fondamentali e la parità fra i generi. Subito dopo l’esecuzione, una figlia di Ali Sarami è stata arrestata all’esterno dalla prigione di Evin.

Intanto ad Ashraf il 25 dicembre forze irachene, su ordine del comitato per la repressione di Ashraf dipendente dal primo ministro iracheno Al-Maliki, hanno intimato di lasciare l’ospedale interno di Ashraf alle otto persone lì stabilite da otto mesi per assisterne i pazienti. Il 26 dicembre forze irachene comandate dal colonnello Abdolatif, scortate da 25 veicoli cingolati, hanno attaccato i Mojahedin del Popolo presso l’ospedale ferendoli con spranghe e manganelli. Alcuni dei feriti si trovano in gravi condizioni, in particolare Behrouz Mohajer che è stato colpito ai reni . L’ospedale attualmente è accerchiato dalle forze irachene e il loro comandante vi si è stabilito.

Le forze irachene hanno anche rubato un rimorchio, una gru e altri beni che si trovavano nel terreno dell’ospedale, per un valore di circa 200.000 dollari. Continua inoltre la tortura psicologica sui residenti, in atto da mesi, con 140 altoparlanti dai quali agenti del regime iraniano minacciano giorno e notte uccisioni, incendi e deportazione.

Tutto questo costituisce gravi violazioni del diritto internazionale, e in particolare della IV Convenzione di Ginevra secondo la quale i residenti di Ashraf sono “persone protette”. Nel ritirarsi dalla provincia nel gennaio 2009, le truppe statunitensi avevano affidato tale protezione a quelle irachene, che hanno dato prova ancora una volta di non avere né la capacità né la volontà di assicurarla.

Ricordando il massacro ad opera delle forze irachene avvenuto ad Ashraf nell’estate 2009, il Comitato italiano di parlamentari e cittadini per l’Iran libero chiede pertanto al Segretario Generale dell’ONU, al Consiglio di Sicurezza, al Rappresentante speciale del Segretario Generale in Iraq e al governo degli Stati Uniti di operare con urgenza perché la protezione dei residenti di Ashraf sia riassunta dalle forze statunitensi e l’ONU istituisca un posto di monitoraggio nel campo, per prevenire una catastrofe umanitaria prima che sia troppo tardi.

Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per Iran Libero

Roma, 28 dicembre 2010

Presidente : On. Carlo Ciccioli

Co-presidente : On. Elisabetta Zamparutti

Coordinatore : Antonio Stango

martedì, dicembre 28th, 2010 | Author:

 Iran: Prigioniero politico Ali Sarami impiccato dopo 24 anni di carcere
le sue accuse: visitare il suo figlio ad Ashraf , e intervento nella cerimonia dell’anniversario del massacro dei prigionieri politici nel 2007
Ali Sarami, 63 anni, membro dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), è stato impiccato all’alba di Martedì 28 Dicembre 2010, dopo 24 anni di carcere sotto il dominio dei Mullah e lo Shah.

Dall’inizio del governo clericale, Sarami è stato arrestato quattro volte. L’ultima volta fu arrestato nell’agosto del 2007 durante una cerimonia per l’anniversario del massacro di prigionieri politici. Dopo la rivolta Ashura nel dicembre 2009, è stato condannato a morte.

La Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha offerto le sue condoglianze alla sua famiglia, in particolare a suo figlio, Akbar, a Camp Ashraf. Ha detto che l’esecuzione di Ali evidenziato la paura del regime iraniano del PMOI e della Resistenza iraniana ed è stato via del regime di prendersi la rivincita dopo la sua ripetuti fallimenti di complottare contro Ashraf, che è in piedi fermi e costanti. Ha aggiunto che questo grande crimine riflette solo l’incapacità del regime e la frustrazione di fronte alle giovani risoluto iraniana e membri del PMOI che sono determinati a rovesciare il governo clericale e stabilire la libertà e lo stato popolare in Iran.

Il procuratore de regime descritto le accuse di Sarami come “attività pubblicità contro la la  Repubblica islamica.”: “Ha visitato Ashraf e ha ricevuto corsi di formazione necessari e ritornato al paese … e alla fine è stato arrestato nell’agosto del 2007 per le sue attività ripetute e la partecipazione a cerimonie e raduni contro governative a sostegno del PMOI e trasmettere le informazioni a questo grouppo (PMOI). Durante una perquisizione nella sua casa di alcuni CD, film, foto di PMOI e scritto a mano documenti organizzativi legati al grouppo sono stati trovati e sequestrati “.

I seguaci del regime hanno sottoposto Sarami alle più brutali torture e pressioni fino a quando i suoi ultimi giorni nel tentativo di spezzare la sua resistenza, ma nonostante tutti i suoi acciacchi e le condizioni di detenzione intollerabili, egli stava fermo sulla ideali di libertà e di liberazione per il popolo iraniano e non ha dato.

Quando  riceve la sua condanna a morte, disse: “Non possono spaventare me e i miei connazionali amanti della libertà di esecuzione e appeso … L’unica ragione per tali frasi è la loro paura del proprio stato instabile”.

Dopo l’esecuzione di Ali Sarami, la sua figlia è stata arrestata dagli uomini del regime, questa mattina, fuori prigione di Evin a Teheran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
28 dicembre 2010

lunedì, dicembre 27th, 2010 | Author:

Le forze irachene, come Gestapo, hanno trasformato l’ospedale in un campo di tortura

CNRI, 26 dicembre – Dopo il sostegno unanime iracheno e internazionale ad Ashraf, dopo la risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre, del seminario di Washington del 17 dicembre e della conferenza internazionale del 22 dicembre di Parigi e dopo la formazione del governo di coalizione in Iraq, la dittatura teocratica al potere in Iran e i suoi mercenari in Iraq preoccupati e terrorizzati per il sostegno ad Ashraf, sfruttando le feste natalizie, hanno effettuato una vile operazione di repressione contro i residenti del Campo Ashraf.

Le forze irachene, il 25 dicembre, su ordine del comitato per la repressione di Ashraf dipendente dal primo ministro iracheno, perseverando nell’obiettivo di aggravare i problemi sanitari dei residenti di Ashraf, hanno minacciato e intimato di lasciare l’ospedale alle otto persone lì stabilite per assistere da otto mesi i malati di Ashraf.

L’intento dell’illegittima iniziativa è quello di rendere ancora più precaria la condizione dei ricoverati dell’ospedale e usare la leva sanitaria contro Ashraf; ma i residenti di Ashraf, onde evitare ogni tipo di scontro, hanno deciso di abbandonare la loro postazione. Per questo hanno iniziato a togliere i bungalow con camion e i gru. Ma hanno trovato l’opposizione delle forze irachene, comandate dal noto mercenario sergente Heidar Azab Mashi, che ostacolavano il trasporto e tentavano di rubare i camion, le gru e i bungalow. C’è da aggiungere che le forze irachene già dal giorno prima avevano accerchiato la postazione di queste persone intrappolate nei bungalow e avevano perfino evitato il passaggio di viveri e indumenti per ripararsi dal freddo.

I residenti di Ashraf, per trovare una soluzione pacifica, hanno proposto al colonnello Abdolatif Abdolamir Hashem, capo delle forze irachene oppressori, che se all’ospedale servivano i bungalow loro sarebbero stati disposti a fornire il denaro per acquistarli, in quanto rubare quei mezzi è contro le leggi internazionali e perfino quelle irachene. Pertanto i residenti hanno ribadito che non sarebbero stati disposti a tollerare questa ennesima prepotenza. Abdolatif ha risposto che ne avrebbe parlato con il comitato.

Oggi, il 26 dicembre alle ore 14, le forze irachene, comandate dal colonnello Abdolatif, su ordine del comitato, scortati da 25 cingolati “hamui”, hanno attaccato i Mojahedin del popolo stabiliti all’ ospedale ferendoli con spranghe e manganelli . Li hanno quindi cacciati e hanno ferito quei Mojahedin che si trovavano nei paraggi. Alcuni di questi feriti si trovano in gravissime condizioni, uno dei più gravi è Behrouz Mohajer colpito ai reni .

Dal 2009 da quando la protezione di Ashraf è stata consegnata alle forze irachene i ricoverati di questo ospedale con tutte le sue attrezzature è stato a disposizione del governo iracheno. In seguito le forze irachene, come Gestapo, hanno trasformato l’ospedale in un centro di torture. Da un mese su ordine del Comitato di repressione di Ashraf le forze irachene hanno diminuito l’area dell’ospedale ed hanno unito una parte interna del campo Ashraf all’ospedale per avere libertà di azione. Questo ospedale attualmente è completamente accerchiato dalle forze irachene e il loro comandante vi si è stabilito.

La Resistenza iraniana richiama l’attenzione del Segretario generale dell’ONU, del Consiglio di Sicurezza, del Rappresentante speciale del Segretario generale in Iraq, dell’ambasciatore statunitense e del comandante delle forze statunitensi sulle brutali e violenti iniziative delle forze irachene , affinché si evitino spargimenti di sangue, chiede che le forze statunitensi prendano la protezione del Campo Ashraf e una squadra dell’ONU si stabilisca ad Ashraf permanentemente per monitorare la situazione.

La Resistenza iraniana chiede l’intervento urgente di tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani, delle associazioni e dei sindacati dei medici per fermare questa disumana operazione condannando l’accaduto.

giovedì, dicembre 23rd, 2010 | Author:

Questa mattina il Sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia ed il Vicesindaco Giancarlo Boselli hanno ricevuto al palazzo comunale il rappresentante della resistenza iraniana Mahmoud Hakamian.

Il signor Hakamian, del segretariato del Consiglio Nazionale della resistenza iraniana, ha portato alla Città di Cuneo, sorella di resistenza del campo Ashraf (campo situato in territorio iracheno a pochi chilometri dal confine iraniano e dove vivono oltre 3.500 esuli dal regime fascista religioso iraniano) il saluto della presidente della resistenza signora Mariam Raiawi.

Il Sindaco Alberto Valmaggia ha sottolineato che la città di Cuneo sostiene i resistenti di Ashraf e chiede, assieme a parlamentari e sindaci di tutto il mondo, un intervento urgente delle Nazioni Unite per salvaguardare i diritti degli abitanti di Ashraf, come previsto dalla convenzione di Ginevra. (nella foto il ViceSindaco BOSELLI, il Sig. HAKAMIAN ed il Sindaco VALMAGGIA).

martedì, dicembre 21st, 2010 | Author:

La Resistenza iraniana mette in guardia lo stato di salute dei prigionieri politici in sciopero della fame, tra cui la signora Nasrin Sotoudeh, avvocato dei prigionieri politici, e Sig. Reza Shahabi, membro dell’Unione dei Sindacati degli autisti d’autobus di Teheran e la periferia. Essa invita tutti gli organismi internazionali e gli organi dei diritti umani ad adottare misure urgenti per indagare le loro condizioni e quelle di altri prigionieri politici nelle carceri del regime dei mullah.
I detenuti che conducono uno sciopero della fame per protestare contro la violazione dei loro diritti fondamentali e le condizioni disumane nelle carceri, sono in condizioni critiche.

Signora Soutoudeh, madre di due bambini piccoli di età compresa tra 3 e 10 anni, è stata arrestata dalle autorità iraniane il 5 settembre 2010, perché difendeva i prigionieri politici, ormai da più di 105 giorni si trova in carcere di Evin nella sezione 209. Il sistema giudiziario dei mullah ha accusato di “minare la sicurezza nazionale e propaganda contro il sistema”. Sig. Shahabi è stato trasferito alla clinica Evin a causa della gravità del suo stato. E ‘stato per sei mesi nella sezione 209 di Evin.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Il 20 dicembre, 2010
(nella foto la manifestazione dei mesi scorsi nei pressi del Consolato dell’Iran a Milano nella quale ha parlato il ViceSindaco BOSELLI)

mercoledì, dicembre 15th, 2010 | Author:

Il voto di IERI lascia immutate le caratteristiche della crisi politica in atto, ovvero la decomposizione del centrodestra e il declino del berlusconismo. L’attuale Presidente del Consiglio poteva contare sulla più larga maggioranza mai vista, eppure, dopo solo due anni, deve fare i conti con fratture interne al PdL, conseguenza dell’incapacità di realizzare le promesse fatte e di dare risposte convincenti ai gravi problemi degli italiani.
Il Governo resta in sella, aggrappato a pochi voti e costretto a tirare a campare: questo è lo scenario peggiore che la giornata di oggi poteva consegnarci. Un esecutivo così a brandelli non potrà affrontare nessuna delle questioni più urgenti. Nelle prossime settimane, per esempio, si giocheranno le complesse partite dell’accordo su Mirafiori e della Tav e servirebbe un governo forte ed autorevole.
La manifestazione di sabato scorso ha confermato che solo intorno al PD può essere costruita una vera e seria alternativa politica. Occorre lavorare per rafforzare la nostra capacità di iniziativa e impedire che le forze centriste e moderate che si sono distaccate dalla destra vengano ricondotte alla corte di Arcore.
Il contesto politico resta fortemente instabile ed imprevedibile e certamente potrebbe avere come sbocco le elezioni anticipate, una eventualità che il PD non deve temere perché si tratta di una battaglia che, se combattuta a viso aperto, si può vincere.

Gianfranco MORGANDO

lunedì, dicembre 13th, 2010 | Author:

di Giuseppe SBAZZEGUTI

UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DI POPOLO. UN PD CHE SI PREPARA AD AFFRONTARE UNA GRANDE SFIDA. NON SAPPIAMO SE DOMANI IL GOVERNO OTTERRA’ LA FIDUCIA. INUTILE DIRE CHE COMUNQUE LO SCENARIO CHE SI PROPORRA’ SARA’ DIFFICILE E COMPLESSO. IL PD NON HA MOSTRATO I MUSCOLI A ROMA. HA SEMPLICEMENTE DIMOSTRATO CHE E’ L’UNICO PARTITO CAPACE DI GUIDARE IL CAMBIAMENTO. O ALMENO IL PERNO DI QUALSIASI ALLEANZA PER L’ALTERNATIVA.  QUINDI DIAMOCI UNA MOSSA, SIAMO STUFI DI DIRIGENTI NAZIONALI O LOCALI CHE SI PIANGONO ADDOSSO. QUESTO NON VA QUELLO NEMMENO COME FAREMO? CERCHIAMO DI DARCI DA FARE, DI STARE TRA LA GENTE. CERTO ABBIAMO BISOGNO ANCHE DI RICAMBIO NEI GRUPPI PARLAMENTARI. MA NON ROTTAMANDO INDISCRIMINATAMENTE. RIDANDO LA SCELTA AI CITTADINI, CON UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE O IN MANCANZA DI QUESTA SCEGLIENDO I PARLAMENTARI CON LE PRIMARIE.  Molti dei nostri senatori e deputati, designati dalla segreteria in incarico nazionale non sarebbero forse eletti neanche nelle circoscrizioni di quartiere con le loro forze. STE PRIMARIE! SI O NO? FACCIAMO UN BEL CASO DA MANUALE. QUELLO DI TORINO. FASSINO E’ VECCHIO? STANCO? STANTIO? BEH, SE VINCE LE PRIMARIE HA COMUNQUE IL DIRITTO DI CORRERE. ALTRA COSA ASSURDA SAREBBE INVECE DARGLI IL DIRITTO DI CORRERE COME SINDACO SENZA FARLO CIMENTARE NELLE PRIMARIE. MA SE CHI VINCE LE PRIMARIE POI PERDE LE ELEZIONI? AFFERMAZIONE RIDICOLA, LE PRIMARIE SON L’UNICO MODO PER SCEGLIERE SENZA CONDIZIONAMENTI. APERTE A TUTTI. IN AMERICA DA SEMPRE CI SI ASSUME IL RISCHIO CHE CHI VINCE LE PRIMARIE POSSA POI PERDERE. MA E’ IL METODO PIU’ DEMOCRATICO. ALTRI NON SE NE CONOSCONO. E POI CHI E’ FORTE NON HA CERTO TIMORE DEL CONFRONTO ELETTORALE. A MENO CHE NON SI PENSI CHE SI POSSA ELEGGERE UN SINDACO SENZA VOTARLO. PERCHE SE POI PERDE…. MALGRADO TUTTE LE DIFFICOLTA’….IL VENTO SOFFIA ANCORA!  ALLORA NON COMMETTIAMO TROPPI ERRORI, CERCHIAMO DI PRENDERLO QUESTO VENTO.

domenica, dicembre 05th, 2010 | Author:

di Emanuela ZAPPIA

Si è tenuto a Bruxelles un’importante convegno della Resistenza Iraniana. Molti relatori importanti alla presenza della Presidente della RESISTENZA Marjam RAIAWI, tra i quali l’Ambasciatore John BOLTON e l’ex Primo Ministro algerino GHOZALI oltre ad esperti di medio oriente provenienti da Stati Uniti, Germania e Canada. Hanno partecipato circa 50 invitati da tutto il mondo tra i politici e gli esperti sostenitori della lotta per la liberta’ del popolo iraniano. Tre gli italiani presenti: il Dottor Antonio STANGO Segretario Generale del Comitato Helsinki per i Diritti Umani, il Dottor Khosro Nikzat ed il Vicesindaco di Cuneo Giancarlo BOSELLI ( Cuneo è città sorella di Resistenza di Ashraf campo sul confine tra Iran e Iraq dove vivono oltre 3.000 esuli iraniani appartenenti al partito dei Mojaeddin del Popolo la principale formazione politica della resistenza democratica iraniana).Vicesindaco, cosa è emerso da questo importante incontro? ” La situazione in Iran è sempre più grave, è il regime ormai è la forza più influente sull’Iraq. Camp Ashraf è il simbolo della libertà, una vera spina nel fianco della dittatura, per questo l’Iran fa pressione sull’Iraq perchè il campo venga continuamente aggredito. Siamo molto preoccupati. Gli USA stanno ritirandosi dall’Iraq ed hanno rimesso il mandato di protezione del Campo nelle mani di un governo controllato dagli iraniani. Diciamo pure che l’occupazione dell’Iraq che ha portato alla distruzione di quel paese è stato il più bel regalo che si potesse fare al regime degli ahiatolla. Si è data ancor più forza agli estremisti sostenuti dalla dittatura iraniana. Come han sottolineato tutti i relatori il diritto internazionale e la convenzione di Ginevra garantisce ai rifugiati il rispetto dei diritti umani e l’asilo. Gli Usa e la comunita europea in primis devono chiedere all’ONU un intervento immediato di controllo su Camp Ashraf. L’europa sta per firmare importanti accordi commerciali con l’Iraq, e deve farlo solo se verrà garantito il rispetto del diritto di Asilo.”  Cosa sta accadendo ad Ashraf? “ Il campo è circondato dalle forze irachene che non lasciano entrare cibo e medicinali. Altoparlanti a tutto volume, tutto il giorno minacciano l’ingresso nel campo per sterminare gli ospiti. L’ospedale è controllato da un medico iracheno che cambia le prescrizioni mediche magari diminuendo o negando medicinali ai malati gravi che ne avrebbero bisogno. Inoltre si impedisce a 5 malati terminali di esser trasferiti a Bagdad per le cure necessarie. I governi occidentali devono avere più coraggio nell’imporre sanzioni più dure al regime. Occorre dire con forza che in nome di interessi economici ed affari l’occidente accetta la congiura del silenzio sulla situazione dell’Iran che è la dittatura piu’ feroce del globo, che finanza il terrorismo e sta lavorando alla costruzione della bomba atomica.” Nelle foto la Presidente Raiawi ed il Vicesindaco BOSELLI.

domenica, novembre 21st, 2010 | Author:

In certi casi si può usare IL PRESERVATIVO? USIAMOLO SEMPRE! Come sottolinea l’immunologo Ferdinando Aiuti ” E’ assurdo consentirne l’uso solo per i rapporti con le prostitute che in occidente sono sieropositive in 1 caso su 100. Il vero problema sono i rapporti occasionali non protetti, il rischio di contagio è molto più elevato tra la così detta gente normale. Ogni anno in Italia si registrano 4.000 nuovi casi di infezione, di persone tra i 20 e50 anni”.

sabato, novembre 20th, 2010 | Author:

Ecco il mio testamento biologico. Il Vicesindaco seguendo un invito dell’ex Ministro Umberto VERONESI ha ripreso il semplicissimo schema di testamento da lui proposto in uno dei suoi ultimi libri. Un invito a esprimersi sull’argomento con una scelta che per ora non vuole essere accettata dallo Stato che proprio oggi respinge le iniziative dei Comuni in materia. Un invito a sostenere un diritto civile. Ecco il testo. Io sottoscritto, giancarlo BOSELLI, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o di lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante, chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno quali nutrizione o idratazione. Giancarlo BOSELLI