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mercoledì, novembre 17th, 2010 | Author:

Ancora azioni disumane contro Ashraf. Il Vicesindaco della Città di Cuneo chiede alle Nazioni Unite e alla Comunità Europea oltre che all’Ambasciata degli USA a Baghdad di intervenire subito per impedire ogni azione contro la città sorella dove oltre 3.500 persone stanno soffrendo la mancanza di beni indispensabili alla sopravvivenza. Pubblichiamo di seguito il COMUNICATO del Segretario del CNRI della RESISTENZA IRANIANA.

L’intensificarsi delle criminali restrizioni mediche contro i residenti di Ashraf, l’impossibilità del trasporto dei malati terminali in ospedale e delle operazioni chirurgiche da parte delle forze armate irachene sono viste dalla signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del CNRI, come un preciso complotto del regime iraniano per torturare e uccidere i membri dell’OMPI ad Ashraf, oltre che una evidente violazione delle convenzioni e leggi internazionali. La Presidente descrive queste misure inumane come “Crimini contro l’Umanità” i cui responsabili devono essere giudicati da un tribunale internazionale.

Il regime clericale e disumano al potere in Iran appoggia pienamente la candidatura di Maliki alla presidenza irachena, a cui si oppone largamente la popolazione irachena e le loro forze nazionaliste; questo per intensificare la repressione e soppressione dei residenti di Ashraf. Per cui, dopo la visita di Maliki a tehran, le pressioni e la repressione, incluso il negato accesso alle cure mediche, sono aumentate a un livello senza precedenti. Nello stesso periodo, le forze irachene hanno ferito ventinove residenti nei tre attacchi di Ottobre e Novembre; hanno inoltre impedito l’ingresso ai beni di prima necessità, tra cui benzina e olio necessari per i generatori, frighi e freezer di Ashraf.

La Presidente Rajavi ha aggiunto che le restrizioni mediche affrontate negli ultimi due anni sono state ripetutamente portate all’attenzione delle Nazioni Unite, delle forze armate e del Governo Statunitense e di altre autorità internazionali. La Resistenza Iraniana chiede alle suddette autorità un intervento immediato per prevenire una catastrofe umanitaria. I nomi e le cartelle cliniche dei pazienti terminali, insieme alla richiesta di trasferimento in Europa, sono stati consegnati alle autorità internazionali, incluse le Nazioni Unite, nel Novembre 2009 e Aprile 2010.

Il segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha ieri comunicato che forze irachene sotto il comando di Nouri al-Maliki hanno impedito il trasferimento in ospedale della signora Elham Fardipour, malata di cancro alla tiroide. Questo fa parte di un piano disumano delle forze irachene per privare i residenti delle cure mediche per poterli torturare e massacrare.

Ieri, sotto scuse fittizie, Omar Khalid Tamimi, direttore iracheno dell’ospedale di Ashraf che porta avanti le istruzioni della commissione per la soppressione di Ashraf, ha impedito gli interventi chirurgici di tre residenti di Ashraf. Con un atto disumano è entrato in sala operatoria e ha fermato i chirurghi i cui pazienti aspettavano il loro turno da più di due settimane.

Omar Khalid, che si mostra come medico ma persegue gli obiettivi inquietanti dei mullah, ha minacciato un ortopedico e un neurochirurgo avvisandoli di non essere più autorizzati ad entrare ad Ashraf. Questo succede perché tutti i medici possono entrare ad Ashraf solo sotto supervisione della commissione soppressiva del gabinetto del primo ministro e di Omar Khalid.

In aggiunta ai fatti sopracitati, nelle ultime due settimane Omar Khalid si è rifiutato di far passare i medicinali comprati dai residenti di Ashraf. Per la seconda volta ha impedito l’ingresso a una sedia speciale per un malato di cancro prescritta da un medico dell’ospedale.

La signora Rajavi ha chiesto alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ai rappresentanti speciali della Segreteria Generale e dell’UNAMI, oltre che al governo e alle forze Statunitensi, di agire immediatamente per rimuovere l’assedio disumano su Ashraf e in particolare tutte le restrizioni all’accesso medico.

12 Novembre 2010

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

Mahmoud Hakamian

domenica, novembre 14th, 2010 | Author:

di Giuseppe SBAZZEGUTI

All’incontro organizzato dalla Provincia di Cuneo con il Presidente del Senato Schifani, i Comuni non han potuto parlare. Cosa avrebbero detto? Cose forse poco piacevoli per lo Stato, per la Regione e la Provincia. Per questo non sono stati invitati a portare il saluto alla seconda carica del nostro Paese. Immaginiamo che, come ha detto Chiamparino a Padova all’Assemblea dell’ANCI, avrebbero sottolineato che nei 150 anni dello Stato e della Provincia vanno innanzitutto rinnovati e riaffermati i valori dello stare insieme, la grandezza della storia italiana, il significato di essere cittadine e cittadini italiani. Avrebbero prima ringraziato il Presidente di aver voluto essere presente in un momento così difficile e delicato in cui il DETERIORAMENTO DELLA VITA PUBBLICA RISCHIA DI INCRINARE I FONDAMENTI DELLA NOSTRA SOCIETA’. Avrebbero poi sottolineato che solo credibilità, autorevolezza e concretezza sono i sostantivi che renderebbero credibile e possibile un recupero di fiducia nelle istituzioni da parte della gente. Ogni riferimento a ciò che esattamente di opposto fa il Governo ed il suo capo in questi giorni sarebbe stato ovviamente casuale e non voluto. I comuni sono laboratori di innovazione e di responsabilità, “lasciateli investire, scommettere sulle loro capacità” ha detto recentemente il Sindaco VALMAGGIA. Ci SERVE un federalismo ragionevole e intelligente che differenzia le regole, le misure, gli interventi AIUTANDO CHI STA INDIETRO AD ANDARE AVANTI E MOTIVANDO CHI STA AVANTI A TRAINARE IL PAESE. Il federalismo non può continuare ad essere una scatola vuota, una falsa promessa della lega. Per essere attuato bisogna dare un senso a ciò che ci si mette dentro: regole, risorse, comportamenti. Nei decreti del governo, per l’attuazione si parla del 2014 e del 2018! I Comuni non han dato il benestare a decreti attuativi non avendo avuto risposte soddisfacenti e adeguate ad evitare di crollare sotto i tagli previsti. Il cuore del federalismo è lo spostamento di risorse dal centro alla periferia, se questo non avviene, il federalismo E’ TRADITO! I dati ISTAT parlano di un progressivo impoverimento della società. I comuni fungono da ammortizzatori. C’è grande preoccupazione per la continua riduzione delle risorse. Chiedono di modificare il patto di stabilità per consentire ai comuni virtuosi che hanno utili di investire. Di alleggerire i tagli per il 2011. Dal 2004 al 2009 han risparmiato 4 miliardi di euro mentre lo stato ne ha spesi 32 in più. I comuni come ha sottolineato Chiamparino, sono le formiche che mettono da parte le risorse per finanziare chi continua a fare la cicala. Quelli come Cuneo sono tra l’altro grandi investitori, soggetti che attraverso la realizzazione di opere pubbliche iniettano denaro nel sistema sostenendo l’economia e lo sviluppo. I comuni han dato un giudizio nettamente negativo sulla manovra finanziaria 2011- 2013 che è stato portato anche alla sua attenzione Presidente Schifani! avrebbero detto nella sala della Provincia i rappresentanti degli enti locali se avessero potuto parlare. Avrebbero poi approfittato dell’occasione per ricordare che serve una riforma elettorale affinchè deputati e senatori tornino ad essere scelti dalla gente e sui territori. Oggi infatti i territori e le loro esigenze, designati come sono dalle segreterie dei partiti, non li rappresentano più. Avrebbero concluso dicendo: signor Presidente, i Comuni e le comunità locali come tutto il Paese han bisogno di STABILITA’, istituzionale e politica! Avrebbero detto troppo per le orecchie del Presidente del Senato. Quello della Provincia non avrebbe capito. I rappresentanti del Governo sarebbero stati irritati, Cota si sarebbe infastidito. Ecco perchè i Comuni, la Provincia non li ha fatti parlare.

lunedì, ottobre 25th, 2010 | Author:

Al di là delle polemiche per una foto molto sexi di Julianne MOORE, il successo della bella attrice (in foto) riporta ancora una volta in primo piano i 50enni. Donne e uomini di “mezza età” si sarebbe detto una volta, che oggi danno filo da torcere ai 20nni 30nni e 40nni. Anche da un punto di vista estetico e non solo per la chirurgia plastica. Molte donne e uomini la rifiutano e certo è il miglioramento della qualità della vita, l’allungamento del tempo di vita che ha inciso. Si fa fatica a definire l’età di molti uomini e donne, potrebbero averne 10 in più o in meno di ciò che si immagina. Non dimentichiamo certo i e le 50enni che fanno lavori pesanti e usuranti, non dimentichiamo le persone che oggi in molte parti del mondo sono già vecchi a 30 anni perchè vivono nello sfruttamento e non hanno cibo e acqua. E’ bello però notare che sulle scene importanti, la bellezza non è solo nelle veline e nelle modelle da pubblicità ma anche e soprattutto nel fascino di attrici 50enni come Julianne MOORE.  Uomini e donne come lei si trovano nella vita di tutti i giorni, in molte professioni e lavori, spesso più ammirati e ammirate dei 20 30 40 enni che a volte li invidiano un po’. Giuseppe SBAZZEGUTI (che ha quasi 50 anni!)

lunedì, ottobre 18th, 2010 | Author:

Honorable Ad Melkert

The Special Representative of the Secretary-General for Iraq

UNAMI

Baghdad

Iraq

Rome, October 15, 2010.

Dear Mr. Melkert,

We are writing to you as members of the delegation from Italy – composed by a member of the Italian Senate and human rights experts – who visited Camp Ashraf in November 2008. We are deeply concerned about false allegations against the People’s Mojahedin Organization of Iran (PMOI) in Ashraf as stated in the UNAMI Human Rights Report for the period July 1 – December 31, 2009 published in July 2010, which is likely to have dire consequences against the safety of Ashraf residents. The report says, “UNAMI also recalls its concern over consistent allegations that the PMOI engages in psychological pressure, intimidation and physical abuses against residents of the Camp.”

Such allegations are evidently fabricated and intended to provide a sort of justification to the Iraqi forces, who operate under Iranian regime’s influence, to intensify their suppressive measures and interventions in Camp Ashraf. They argue that since the rights of Ashraf residents are being violated by the PMOI according to UNAMI, it is the Iraqi government’s mandate to intervene and prevent violation of their rights – what is a complete misrepresentation of the reality.

We wish to testify to the followings:

1. We enjoyed full liberty in Ashraf and we faced no restrictions or prohibitions to visit wherever or talk with whoever we wished. We walked around in Ashraf freely and talked with many residents in random without the presence of any third person. A significant number of Ashraf residents fluently speak European languages, included English, and several of them also Italian, and in most cases we needed no interpreter.

2. We learned that all residents had chosen to stay in Ashraf willingly and their commitment to the PMOI was voluntary for the cause of freedom of their homeland. We saw that anybody could leave Ashraf freely.

3. Ashraf residents on many occasions were interviewed individually and privately, without the presence of any PMOI official, by the US forces and then by the Iraqi forces and were encouraged to leave Ashraf.

4. US commanders who were in charge of protection of Ashraf residents in years between 2003 and 2008 have underscored this issue: including among else then colonel David Phillips, who was in charge of protection of Ashraf through 2004 and “observed a total freedom of choice on the part of the members to either remain or depart from the MeK/PMOI.” (US Congressional Record, 21 June 2005); and lieutenant colonel Norman, who was responsible for the security of Ashraf from August 2005 till August 2006, who stated in a letter dated 24 August 2006, “everyone is free to leave PMOI any time he or she wishes to. … Normally, PMOI members invite their families, friends, and colleagues who live in Iran or foreign countries to Ashraf for visits. These visitors are welcomed to a secure environment and hosted by the PMOI.”

5. We met also a large number of Iraqi sheiks, intellectuals and other citizens in Ashraf, all showing respect for the PMOI members – with whom they had excellent relations.

6. Accusing the PMOI of physical abuses or psychological pressures in Ashraf has no basis. Investigating these charges, we reached the conclusion that without any doubt, these allegations against the PMOI are entirely fabricated and their main source is the Iranian Intelligence Ministry (MOIS), which has set up a well known misinformation campaign for this purpose.

7. We believe UNAMI should respond to multiple invitations by Ashraf residents, their representatives in the camp and abroad, and the NCRI to visit Ashraf and speak with the people in there, seeking to establish the true on the situation of the Ashraf residents (who are entitled to international protection) and not relaying on allegations by either the Iraqi forces or the Iranian regime.

8. We also ask UNAMI to adopt a resolute position against the cruel siege established on Ashraf since 2009, which includes refusing the residents access to medical services and preventing their lawyers and families to visit them in the camp.

Dear Mr. Melkert,

We are aware that the current serious abuses perpetrated by Iraqi forces and agents by the Iranian regime against the residents of Camp Ashraf are preparing the ground for a new massacre, following what happened in July 2009. We request you to personally oversee this matter so that the unfounded allegations against the PMOI would not be repeated in UNAMI’s next Human Rights Report. We do hope that next report will recognize that, as a matter of fact, allegations brought up in the previous report were incorrect and have been strongly rejected by individuals who have been in Ashraf, while Ashraf residents and their representatives have, on many occasions, invited UNAMI representatives to meet and speak with all Ashraf residents.

Sincerely,

Antonio Stango

Secretary General, Italian Helsinki Committee for Human Rights

Yuliya Vassilyeva

Coordinator for initiatives in Central Asia, Hands Off Cain

Giancarlo Boselli

Deputy Mayor of Cuneo

Senator Marco Perduca

venerdì, ottobre 15th, 2010 | Author:

La Presidente della Resistenza Iraniana Signora Rajavi ha espresso cordoglio e profondo dolore per la scomparsa della “stella splendente della musica iraniana, per il popolo iraniano, per la comunità degli artisti iraniani, e gli iraniani in cerca di liberta’, in particolare le sorelle e i fratelli di CAMPO ASHRAF”. MARZIEH è STATA IL SIMBOLO DI PROTESTA E DI RIVOLTA DEGLI ARTISTI IRANIANI CONTRO LA DITTATURA CLERICO FASSCISTA. Il ViceSINDACO  BOSELLI ha ricordato l coraggio e la forza di una grande artista che fino all’ultimo ha combattuto a fianco della RESISTENZA. Nella foto MARZIEH e la Presidente RAJAVI.

domenica, ottobre 10th, 2010 | Author:

di Giuseppe SBAZZEGUTI

In un articolo apparso su La Stampa del 1 ottobre, che anticipava le informazioni contenute in un comunicato stampa di BRE (diramato “lostessamente “ il 1 ottobre stesso, come direbbe Albanese) il Presidente BERTOLOTTO annuncia utili per 238 MILIONI.
Sembra la “risposta” al voto di sfiducia della Fondazione, scrive Gianni Martini.
Il 3 ottobre scende in campo la Presidente della Provincia Gianna GANCIA che dice: “ Bene i numeri, tra l’altro tra i migliori delle banche rete che compongono il gruppo Ubi. Basi per consentire al Presidente Bertolotto di guardare con ottimismo agli importanti sviluppi dei prossimi anni, con una sempre più forte e marcata presenza in Piemonte”. Come dire: – Bertolotto a marzo non deve lasciare la presidenza – continua il giornalista.
Il Presidente della Fondazione Ezio FALCO, con la responsabilità e la cautela richiesta dalla discussione su un gruppo quotato in Borsa, nei giorni successivi, in due interventi pubblici, ripresi dallo stesso quotidiano , ricorda che “ le semestrali non ci hanno soddisfatto e non ci fanno cambiare idea i dati mirabolanti presentati fuori dalle normali sessioni canoniche (trimestrali e semestrali) in quanto puntellati da operazioni straordinarie”. E aggiunge: “ le recenti vicende di Unicredit dicono che l’azionariato ha titolo ad intervenire quando non è d’accordo nella gestione dell’impresa (leggi Banca. Ndr) , concetto semplice ma che qualcuno fa finta di non capire”.
Premesso che c’è una situazione generale che pesa sul sistema bancario internazionale, non devono esserci preoccupazioni dei risparmiatori per l’andamento di BRE, solida, forte e punto di riferimento formidabile per la comunità del nord, del Piemonte e della granda.
La forza e la bontà della banca non sono dovute alla capacità di una singola persona, ma, come in tutte le grandi realtà, alla capacità dell’intero management che ha seguito le indicazioni degli azionisti.
Detto questo, non bisogna aver paura di leggere con chiarezza i dati effettivi dei conti di BRE, soprattutto quando il Presidente sfiduciato fa un uso dei numeri un po’ disinvolto ed elastico (per farsi dire pubblicamente, da chi lo sostiene ancora, quanto è bravo, quanto sta facendo, ma perché lo volete sostituire?!). Qualcuno ha anche detto che mettere in discussione la lettura dei dati ultrapositivi di Bertolotto sarebbe mancare di rispetto ai lavoratori dipendenti che tanto hanno faticato e faticano. Ma che c’entra? I lavoratori BRE devono essere orgogliosi del loro operato. Però non possiamo neanche far finta di niente e non approfondire. Prima di farlo, siccome ci piace esser chiari, ribadiamo che stiamo faziosamente dalla parte della Fondazione e dei suoi amministratori. Vediamo allora questi dati, che sono pubblici e da chiunque desumibili dai siti che li propongono. L’utile BRE è di circa 10 milioni.
L’utile dell’intero gruppo UBI risulta al 30.6.2010 di 102 milioni di euro, quindi 18,9% in meno rispetto al 30.6.2009. Il titolo UBI ha registrato da aprile 2007 una flessione di quasi 70%. Tra le banche reti, BRE è quella che in termine di utile ha la peggior performance pari al meno 85 %. Inoltre ha il peggior ROE fra le 4 maggiori banche rete. BRE resta e sarà comunque la banca dalle grandi prospettive per i risparmiatori e gli operatori economici. Anzi, il consiglio di borsa che ci permettiamo di dare è COMPRIAMO AZIONI UBI. Le sue potenzialità sono eccezionali. Il suo azionariato di riferimento saprà fare le scelte giuste. Il rinnovamento ed il cambiamento al vertice BRE nella continuità delle linee strategiche farà bene alla società. Consideriamo la questione Bertolotto come un problema marginale, sul quale ormai non bisogna più perdere tempo, così come è normale per una grande e buona società.

giovedì, ottobre 07th, 2010 | Author:

Stasera alle 18, a Cuneo, alla Sala Vinay sarà presentato in Commissione Lavori pubblici il report con immagini e dati sulle opere realizzate dall’Amministrazione Comunale dal 2007 ad oggi. Saranno presenti i Comitati di Quartiere e Frazione oltre ai giornalisti. Il ViceSindaco Boselli ha sottolineato come il Comune si confermi tra i principali soggetti di investimento nella crescita e nello sviluppo della Provincia con oltre 37 MILIONI di opere realizzate. Il REPORT non comprende nel dettaglio tutti i piccoli interventi quotidiani di manutenzione e di riparazioni che sono comunque una parte importante dell’attività del settore tecnico del Comune di Cuneo.

martedì, settembre 28th, 2010 | Author:

Consiglio Comunale aperto per discutere della situazione dell’Università dopo l’annuncio dato da esponenti dell’amministrazione provinciale di volersi disimpegnare dal sostegno finanziario al sistema universitario locale. Il ViceSindaco BOSELLI  ha detto. ” Me lo aspettavo, la GIUNTA PROVINCIALE è incapace di governare la Granda. Ha una situazione di dissesto finanziario pesante, ma la scelta di penalizzare istruzione e ricerca è inaccettabile. Rivedano i loro impegni di bilancio su altri settori meno importanti e strategici”.

domenica, settembre 19th, 2010 | Author:

Grazie al sostegno di molti parlamentari del mondo la resistenza iraniana ha acquisito più forza. In Italia in modo particolare. Il sostegno di Deputati e Senatori di molti gruppi di destra e sinistra ha aiutato la causa della libertà. (nella foto la Conferenza stampa alla Camera con BOSELLI, STANGO, l’Onorevole ZAMPARUTTI e il Senatore PERDUCA)

sabato, agosto 28th, 2010 | Author:

di  GIANCARLO BOSELLI

“A noi ci pareva bella, questa grande camerata della nave che ci stava portando in America. Ci parevano belli i lenzuoli delle cuccette. Il pane che ci avevano dato e il vino che prima ancora di uscire dal porto ci eravamo riempiti le pance. E poi ci siamo addormentati sognando l’america. E passata la notte al mattino abbiamo sentito gridare America, America e ci pareva stato breve quel viaggio…ma tutti corremmo sul ponte gridando America America ma….poi vedemmo un grande cartello con scritto PORTO DI GENOVA”. Era una nave piena di emigranti italiani che non arrivo mai oltreoceano. Era una truffa pagata cara, una delle tante storie raccontate iersera nella stupenda trasmissione di Rai Tre su “La Grande storia” .Oltre 25milioni di italiani lasciarono il Paese tra l’800 e il 900. Grandi navi attrezzate al momento per questo commercio di uomini e donne. Alla fine della trasmissione viene spontaneo dire ” ma è come oggi”. Si gli italiani forse non ricordano e non sanno quanti nostri fratelli e sorelle sono andati in Brasile, negli USA, in Argentina, in Australia o in Belgio, in Francia, in Germania, in Canada. In nord america un rapporto del Senato li definisce di bassa statura spesso maleodoranti perchè si lavano poco e si cambiano d’abito una volta ogni due mesi. Vivono in baracche e quando riescono ad affittare alloggi a caro prezzo (come quelli che oggi stimati concittadini affittano agli extracomunitari) ci vivono in 8, 10 o 12. Molti sono dediti al furto, continua quel rapporto senatoriale, addirittura alle elemosina, allo stupro delle donne e dei bambini. Poi muoiono nei lavori piu duri nell’edilizia, nelle miniere. Come a Marcinelle in Belgio. Le donne fanno le sarte come a New York dove sono chiuse a chiave al 3 piano di un grande palazzo, per essere strettamente controllate. Non possono parlare tra di loro. Ma urlano e gridano dalla disperazione quando scoppia un incendio e oltre cento muoiono. Quando iniziano a rivendicare i loro diritti vengono trattati come i neri. Ci socializzano e quindi sono come loro. Forse hanno sangue nero. Se alzano la testa e pensano a rivendicare i loro diritti c’è chi pensa a tenerli buoni con la violenza. Sacco e Vanzetti (veniva dalla provincia di Cuneo, Villafaletto) vengono accusati perchè anarchici di aver commesso una rapina e un omicidio. Saranno uccisi sulla sedia elettrica e solo negli anni 70 un Governatore coraggioso, il democratico DUKAKIS, li riabilita e chiede scusa al mondo per quell’infamia. Certo, emarginati, la forza della comunità scatta. C’è una grande solidarietà. Ci si aiuta, nasce little italy. C’è anche la mafia. La portiamo con noi come la peste. Come oggi la mafia albanese, russa, rumena. E’ sempre uguale la storia. Chi ha fame va dove c’è da mangiare. Lo capiscano e lo ricordino gli italiani di oggi. Nessuna altra nazione ha portato all’estero tanti cittadini come noi. Questi italiani sono quelli che hanno contribuito a costruire grandi nazioni e oggi i loro figli ricoprono importanti ruoli. Solo i cognomi rivelano le origini. Se lo ricordino coloro che oggi vorrebbero che nessuno venisse in Italia e in Europa ma nulla fanno per un mondo migliore e più giusto. Oggi più che mai la memoria di quegli italiani ci deve dare la dignità per accogliere nel modo giusto le donne e gli uomini che vedono nell’italia ciò che noi abbiamo visto nell’america.